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Feste e sagre
nella Svizzera Pesciatina e sulle Pizzorne.
A San Quirico per la ricorrenza
dell’Epifania si fa la festa dei befani, biscottoni
di tutte le forme, bambole, stelle, asinelli, cuori, gatti
ecc. ricoperti di pippini di zucchero colorato e a marzo invece
c’e’ la sagra del neccio, frittella di farina
di castagne cotta in appositi testi di pietra o in ferro e
gustata con la ricotta fresca.
A Pescia la seconda domenica
di settembre si svolge il Palio dei Rioni, con una suggestiva
gara di tiro con l’arco nella pizza principale della
città, preceduta da un corteo storico di dame, cavalieri,
guerrieri che attraversa le strade della città.
Ed ogni anno pari si svolge la prima domenica di settembre
anche la Biennale del Fiore dove sono presenti espositori
da tutto il mondo.
A Sorana la prima settimana
di settembre si tiene la sagra del famoso fagiolo bianco.
Sulle Pizzorne il
1 Agosto nella chiesetta del Crocifisso si celebra la festa
solenne della Madonna della Neve.
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La Pescia
di Pescia
Pescia deve il suo nome al fiume che l’attraversa, la
Pescia di Pescia appunto così chiamata per distinguerla,
visto che il nome di origine longobarda (forse pehhia)che
significa rio, torrente è molto diffuso. Ci sono infatti
la Pescia di Calamecca, di Vellano, di Collodi e di Pontito
tutte vicinissime.
In estate sulla Pescia si andava a fare i bagnanti, tuffandosi
e nuotando nei bozzi piu’ grandi realizzati con piccoli
interventi idrici. Nel 1886 durante le feste grosse che si
svolgevano fra aprile e maggio, il fiume fu reso addirittura
navigabile tra i Ponti di San Francesco e quello del Duomo
richiamando una folla di trentamila persone che pagavano il
biglietto per farsi portare in barca da un ponte all’altro.Il
Prefetto comunque dopo una settimana ordino’ la demolizione
immediata della diga e il ripristino del fiume
Le castella
Nella Svizzera Pesciatina è bellissimo girare per le
“castella” i vecchi borghi fortificati arrampicati
sui monti ad incorniciare Pescia. Tutti valgono una visita:Pietrabuona,
Medicina, Fibbialla, Aramo, San Quirico, Castelvecchio, Sorana,
Stiappa, Pontito e Vellano che completa il giro. Ogni castella
ha un’esposizione a mezzogiorno ed occupa una posizione
strategica arroccata sulla montagna, per dominare l’accesso
dai versanti e dal fondovalle sottostanti, ed è ancora
visibile e percorribile la rete viaria pedonale che le collegava
tutte.Le prime notizie di questi paesi risalgono agli anni
800/900 anche se per alcune la tradizione parla di un’origine
Ligure-Romana. Dopo anni di semiabbandono, queste zone stanno
lentamente riprendendosi e le case ed i resti delle fortificazioni
e le pievi sono attentamente restaurate. Anche se degli antichi
castelli restano solo tracce, percorrere le strette vie in
salita di questi paesi ripidi e cercarle tra le case, nelle
porte di accesso, le pievi e le fonti in pietra serena, è
particolarmente suggestivo
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